Scienza

Benefici e meriti di Hubble.

La capacità di “visione” nell’ultravioletto del telescopio Hubble apre una nuove porte nello studio dell’universo e della sua evoluzione, permettendo di individuare la nascita di stelle avvenute negli ultimi 11 miliardi di anni, fino al periodo di formazione delle stelle più intenso nel cosmo, che è accaduto circa tre miliardi di anni dopo il Big Bang.

i dati ottenuti da Hubble nella luce infrarossa ed in quella visibile, in collaborazione con altri telescopi terrestri, gli astronomi hanno assemblato il ritratto più completo della storia evolutiva dell’universo. L’immagine include in realtà galassie molto distanti, che possono essere viste solo nella luce infrarossa, e galassie più vicine, che possono essere viste attraverso più di una banda di lunghezze d’onda. La luce proveniente dalle galassie più distanti è “partita” come ultravioletta, ma l’espansione dell’universo ne ha modificato le lunghezze d’onda spostandole nell’infrarosso. Confrontando dunque queste immagini di formazione stellare nell’universo distante e vicino, gli astronomi possono ottenere una migliore comprensione di come le galassie vicine siano cresciute a partire da piccoli gruppi di stelle giovani miliardi di anni fa.
Il programma di osservazione ha sfruttato la visione ultravioletta della Wide Field Camera 3 di Hubble. Questo studio estende e sviluppa i precedenti dati della multi-lunghezza d’onda di Hubble nei campi CANDELS-Deep (Cosmic Assembly Near-Infrared Deep Extragalactic Legacy Survey) all’interno della parte centrale del Campi GOODS (Great Observatories Origins Deep Survey). Un elaborato di questo programma di osservazione è proprio l’immagine che vi proponiamo in calce alla news (ed in altissima definizione sul sito ufficiale della NASA): si tratta di un mosaico grande ben 14 volte l’area inquadrata dall’ormai famosa Hubble Ultraviolet Ultra Deep Field, rilasciata nel 2014.

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