Scienza

Coltivazione cellule umane per creare tessuti di pelle.

Un gruppo di ricercatori della Duke-National University of Singapore Medical School e del Karolinska Institute a Stoccolma, che firmano un articolo su “Nature Communications” ha messo a punto un metodo per coltivare cellule completamente umane da usare per produrre il tessuto cutaneo da innestare a pazienti colpiti da gravissime patologie della pelle o da gravi ed estese ferite o ustioni.

 

Negli ultimi anni, le procedure di innesto cutaneo sono migliorate moltissimo, e ora consentono di curare con successo casi che una volta erano considerati disperati.

Le tecniche in uso consistono nel prelevare dal paziente alcune cellule cutanee che vengono messe in coltura in laboratorio in modo da ottenere un’area di tessuto più ampia destinata a essere innestata.

Questa miscela di cellule umane e murine espone i pazienti a un rischio di infezioni e di reazioni immunitarie avverse, tanto che le agenzie di regolamentazione come la Food and Drug Administration e l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) classificano il risultato di queste procedure come xenotrapianti epiteliali e li consentono solo nel caso di gravi ustioni (oltre il 30% della superficie corporea) o per uso compassionevole.  Karl Tryggvason e colleghi hanno ora scoperto che due varianti di proteine chiamate

laminine, normalmente presenti nel corpo umano, sostengono la crescita delle cellule cutanee in modo altrettanto efficace del metodo Rheinwald e Green.

 

La completa eliminazione dell’uso di cellule di topo e la definizione di un protocollo per un sistema di coltura esclusivamente umano prometterà quindi di ampliare notevolmente i casi in cui sarà possibile ricorrere a questo genere di innesti.